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Cattedrale di Bergamo
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La cappella di San Vincenzo e del Beato Giovanni XXIII
Superato il transetto, nella parte destra, presso l'altare dei Santi Fermo, Rustico e Procolo, vi è l'accesso alla Cappella dedicata a San Vincenzo, il diacono e primo titolare della Cattedrale fino al al 1689.
Da questa data in poi, che segna la svolta per la nuova dedicazione, le scelte iconografiche e decorative vertono esclusivamente sulla figura di Sant'Alessandro. Ciò nonostante nel 1698 lo stesso Capitolo, manifesta la volontà di costruire una Cappella che sia dedicata appunto a San Vincenzo. Per tale occasione viene riutilizzata la superstite pala con "San Vincenzo in gloria che protegge la città" di Carlo Ceresa, risalente alla metà del Seicento. Il dipinto è molto suggestivo poichè ci riporta al panorama bergamasco di quegli anni. Si possono intravedere i più antichi monumenti cittadini, alcuni dei quali non più esistenti o modificati: la navata e il campanile di Santa Maria Maggiore, Colle San Virgilio, il campanile di San Vincenzo e la Torre del Gombito.
La struttura dell'altare è attribuita al disegno del canonico architetto Marco Alessandri ed eseguito nel 1703 da Bartolomeo Manni il Vecchio. La sistemazione interna comprende anche una tela che affronta l'episodio del "Martirio" del Santo, risalente al 1705 opera di anonimo pittore locale su un modello proveniente da Roma. Al 1766 invece risalgono le 14 stazioni della Via Crucis che occupano le pareti.
Dal 2000 la Cappella è dedicata anche al Beato Giovanni XXIII. All'interno è stato inserito un apparato contenente le reliquie del Pontefice bergamasco: la cassa che ha racchiuso il suo corpo, la tiara ed altri oggetti di oreficeria appartenenti al Beato. A ricordo di Papa Roncalli è stata realizzata una scultura bronzea (1988) ad opera dell'artista Alessandro Verdi di Valbrembo. L'idea nasce in ricorrenza del 30° anniversario dell'elezione di Giovanni XXIII al soglio pontificio e 25 anni dalla sua morte.







